mercoledì 23 febbraio 2011

La forte correzione dei mercati non dovrebbe invertire il trend di fondo

 - mercoledì, 23 febbraio 2011 - 7:07
Anche se è una botta dura da riassorbire, il forte scossone dato alle borse dalle vicende internazionali è da classificarsi come "evento esogeno", certamente sarà difficile reagire in tempi brevi soprattutto per i mercati e per i titoli più esposti in nord Africa, ma se non sopraggiungeranno altri fattori concomitanti od ulteriori fasi di destabilizzazione, in questi casi generalmente dopo una reazione emotiva, si valutano i dati economici reali con oggettività, ed i mercati tendono a riequilibrarsi.
Certo è difficile parlare di riequilibrio dei mercati di fronte ad eventi così tragici, ma ad esempio il forte calo odierno negli Stati Uniti, che ha avuto una accelerazione nel pomeriggio-sera, non è dovuto a mio parere ad una improvvisa quanto tardiva scoperta di timori per la situazione nordafricana.
Ormai da qualche mese avvengono sommovimenti, a partire dalla Tunisia, estesi poi all'Egitto, paese molte volte più popolato ed importante della Libia, con i mercati che finora avevano tirato dritto verso la via del rialzo.
Penso che il vero motivo del forte ribasso è dovuto ai timori sull'inflazione che potrebbero derivare anche da questi fattori, con il rischio che il greggio possa stabilmente restare sopra i 95 dollari al barile, trascinando una spirale inflattiva che in un momento di ripresa come questo potrebbe inevitabilmente deprimere i consumi e portare ad un nuovo rischio di recessione.
I cinici mercati azionari vedono soltanto questo rischio a mio parere, e lo temono in questo momento come uno spettro, ben sapendo che i paesi del nord Africa e del medio oriente in caso di forti instabilità potrebbero causare un shock inflattivo a livello mondiale che avrebbe ricadute a domino, se rallentassero la produzione od anche solo la distribuzione di greggio e di gas.
Questo scenario rimane comunque improbabile, ma i mercati cercano sempre di anticipare fiducia e timori più che seguire i fatti, quindi probabilmente il greggio tornerà a livelli normali ben presto, però il rischio che non vi ritorni subito inizia ad essere scontato dal mercato con il forte calo che va oltre le singole aziende con interessi e contratti nei paesi coinvolti, ed inizia ad essere generalizzato.
Se "l'evento esogeno" di cui parlavo all'inizio dell'articolo cesserà di autoriprodursi e ci sarà una fase di stabilizzazione, è molto probabile che i mercati riprenderanno il loro trend originario, e questo a mio parere è comunque lo scenario più probabile, tuttavia il rischio che questi eventi possano indirettamente pesare, e duramente, sulla crescita economica mondiale rimane sempre dietro l'angolo.

Alessio Romanelli
www.soldiborsa.it

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