mercoledì 23 febbraio 2011
L'angolo del trader - 23/2/2011
E' arrivato dal nord Africa il catalizzatore atteso dagli Orsi per dare vita a una inversione dei mercati? E' ancora presto per dirlo dato che il ribasso di Piazza Affari nelle ultime due sedute è pari a meno del 5% ed è quindi ancora lontano da quel 10% che segnalerebbe una vera e propria correzione del rally in atto ormai da mesi. Sicuramente però sul mercato ha di nuovo fatto capolino l'avversione al rischio. E il rischio Libia è solo uno dei tasselli del mosaico che si è andato componendo nelle ultime sedute. Così come lo è la risalita delle quotazioni petrolifere che porta con se un potenziale impatto sulle aspettative d’inflazione. A preoccupare è anche il ritorno in volo dei "falchi" della Bce (Berlino: BCE1.BE -notizie) (Mersch in testa), che chiedono un maggior rigore dell’Eurotower. Nessuna sorpresa quindi che gli operatori siano tornati ad attendersi un rialzo dei tassi e maggiori probabilità che la politica monetaria del Vecchio continente imbocchi una nuova strada. Su Piazza Affari pesa poi il fattore Paese e non solo per la vicinanza economico/politica alla Libia. Ieri il differenziale di rendimento tra titoli italiani e bund è cresciuto di 10 punti base e in quest'ottica saranno fondamentali i risultati delle aste di Ctz e Bot che riguarderanno titoli per oltre 11 miliardi di euro e che verranno comunicati in mattinata. Proprio in considerazione dell’entità dell’emissione un’accoglienza positiva, in termini di domanda, ma anche di rendimenti, fornirebbe segnali incoraggianti anche per gli indici del mercato azionario nazionale.
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